]..."In un panorama nel quale i soggetti sono disseminati in comunità diverse per lingua, storia e cultura, l'esigenza della traduzione si manifesta nello spazio pubblico"...[

sabato 12 maggio 2007

“le periferie come muse, luoghi dei quali scrutare il subconscio, annusare e intravedere l’anima, un’anima che, nonostante la durezza del cemento e l’asperità delle rovine post industriali (durezza e asperità del vivere, dell’abitare), si mostra timidamente nei volti degli abitanti, nell’attaccamento degli anziani ad un brandello di verde, nel riflesso grigio e rosa del tramonto in una pozzanghera…”

PALERMO ED IL PROCESSO STORICO DELL'EVOLUZIONE NORD DELLA SECONDA META' DEL '900

IL CONCORSO NAZIONALE PER LA REDAZIONE DI UN PROGETTO DI MASSIMA DI PIANO REGOLATORE E DI AMPLIAMENTO DELLA CITTÀ DI PALERMO E DINTORNI DEL 1939, PORTA ALCUNE RIVALUTAZIONI DEL PIANO DI BONCI CHE NON AVEVA AVUTO UNA CONCRETA TRASFORMAZIONE. SI PONE CENTRALE L’IDENTITÀ DELLA PARTE NORD DEL TERRITORIO PALERMITANO. COSÌ FRA I PIANO DEL 39, (IL PRIMO PREMIO EX AEQUO FU CONFERITO AL GRUPPO A. SUSINI E AL GRUPPO P.AJROLDI ), LA MAGGIOR PARTE CONFERMAVA COME STRUTTURA DELL’ESPANSIONE L’ASSE MAQUEDA - RUGGERO SETTIMO – LIBERTÀ, IN NETTA OPPOSIZIONE DEL GRUPPO A.SUSINI CHE PROLUNGAVA LA VIA LIBERTÀ SINO A MONTE GALLO. P.AJROLDI PRESENTAVA UN PIANO DOVE LA VIA LIBERTÀ RESTAVA DEFINITIVAMENTE CONCLUSA ALLA ROTONDA CON “LA STATUA” PER UNA NECCESITÀ DI RISPETTO DEL PARCO DELLA FAVORITA. IL PIANO DI P.AJROLDI SULLA SCIA DI QUELLO DEL 1927 DI P.BONCI, SERVE ESCLUSIVAMENTE AD ENUCLEARE L’IPOCRISIA CULTURALE, CHE HA PERVASO LE SCELTE URBANISTICHE DI PALERMO, NEL CONSIDERARE IN MANIERA COSÌ DISTANTE CENTRO STORICO E “PERIFERIA”, OPERANDO NEL PRIMO UNA SALVAGUARDIA E NEL SECONDO SVENTRAMENTI AD OLTRANZA.

• A GUERRA CONCLUSA, ALCUNE DELLE PREVISIONI DEL PIANO DEL 1939 FURONO INTEGRATE PRIMA NEL PIANO DI RICOSTRUZIONE DEL 1944, ADOTTATO MA NON APPROVATO, E POI DAL PIANO DI RICOSTRUZIONE ELABORATO DALL’UFFICIO TECNICO COMUNALE ED APPROVATO DALLA REGIONE NEL 1947. VENIVA CONFERMATA L’ESPANSIONE A NORD E A NORD-OVEST PREVEDENDO ANCHE UN NUOVO ASSE CHE, SULLA TRACCIA DELA VIA


SCIUTI, CONNETTEVA PIAZZA MASSIMO CON LA BORGATA DI SAN LORENZO. IL PIANO DI RICOSTRUZIONE PREVEDEVA UN AMPLIAMENTO, LIMITATO A 30.000 ABITANTI, CHE CERCAVA DI EQUILIBRARE LA CRESCITA A NORD.

• AGLI INIZI DEGLI ANNI CINQUANTA SI REGISTRA L’APICE DI AFFOLLAMENTO DEL CENTRO STORICO DI PALERMO CHE PORTA A MIGRARE FUORI DALLA CITTÀ ANTICA. IL DEFLUSSO FU FAVORITO DALL’APPROVAZIONE, TRA IL 1949 E IL 1950, DALLE LEGGI FANFANI, TUPINI E ALDESIO GRAZIE ALLE QUALI, SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE SI ACCELERARONO LE PRODUZIONI DI NUOVE ABITAZIONI. LA CITTÀ CAMBIA VOLTO DA UNIDIREZIONALE A POLICENTRICA. DUE FURONO I MOTIVI DELLA LEGGE: 1) RIMEDIARE ALLE CARENZE ABITATIVE; 2) ASSORBIRE UNA NOTEVOLE QUANTITÀ DI MANO D’OPERE A SOLUZIONE DI UNA DISOCCUPAZIONE POST-GUERRA. A NORD E ASUD VENNERO DISPOSTI: VILLAGGIO RUFFINI (19551-53), QUARTIERE DI VIA MALASPINA (1951), ZISA QUATTRO CAMERE (1954), SANTA ROSALIA (1954), RIONE DELLE ROSE ( 1953-58), TASCA LANZA (1959). LO SVILUPPO URBANO SARÀ CARATTERIZZATO CON INTERVENTIIN TUTTE LE DIREZIONI. LA CITTÀ SI DEDICA PIÙ ALL’ ESPANSIONE CHE AL PIANO URBANISTICO.

• LA PRIMA STESURA DI P.R.G. (PIANO REGOLATORE GENERALE) SI HA NEL 1956, CHE PROPONEVA LA CREAZIONE DI TANTI PICCOLI CENTRI COLLEGATI ALLA CITTÀ, E NON AD UNO SVILUPPO A MACCHIA D’OLIO. MA LE PREVISIONI DEL 1956 E IL PIANO APPROVATO NEL 1962, DOPO UNA RIADOZIONE DEL 1959, PORTARONO AI PROGETTISTI (GUPPO V.NICOLETTI) ALLE DIMISSIONI NEL 27 MARZO DEL 1960 E AD UNA STESURA DEFINITIVA DELLO STRUMENTO URBANISTICO, NON DEL TUTTO CONFORME ALLE DECISIONI INIZIALI, A CURA DI UN’ ALTRO COMITATO DI ADOZIONE. (FRA LE RAGIONI DI DIMISSIONE DEL PRIMO COMITATO DI REDAZIONE BISOGNA RICORDARE L’ABBATTIMENTO DEL VILLINO DELIELLA E DI E. BASILE IN PIAZZA CRISPI, VINCOLATO A MONUMENTO DA MANTENERE DA PIANO DEL 1956).

• È IN QUESTA FASE CHE, PER LA PRIMA VOLTA, SI PENSA DI REALIZZARE A CONCLUSIONE DEL PROLUNGAMENTO DI VIA LIBERTÀ E DI TUTTA L’ESPANSIONE A NORD UN NUOVO QUARTIERE SATELLITE: LO ZEN (ZONA ESPANSIONE NORD) A VALLE DELLA BORGATA CARDILLO.

• MOLTE DELLE PREVISIONI DEL PIANO DEL 1956 NON VENNERO REALIZZATE DAL PIANO DEL 1962, CHE SEMBRA ISPIRATO DALLE SCHEMATICHE INTERPRETAZIONI DELLO ZONING VETERO-RAZIONALISTA; GRAZIE ALLE ELEVATE DENSITÀ PERMESSE (21MC/MQ). UNA TOTALE NEGAZIONE DEI VALORI STORICI, NATURALISTICI ED ECONOMICI DEL TERRITORIO.

• CON L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE 167 DEL 1962, SI PREDISPOSERO DEI PIANI DI ZONA , CHE AVREBBERO DOVUTO SODDISFARE LE ESIGENZE DI NUOVE ABITAZIONI TENTANDO UNA RICONCILIAZIONE TRA INTERVENTO PUBBLICO E PRIVATO. LE AREE SCELTE SONO AL DI FUORI DEL TESSUTO CITTADINO (ZEN, BORGO NUOVO, PASSO DI RIGANO, CALATAFIMI, BONAGIA, ORETO-BRANCACCIO, SPERONE E BANDITA ). SI TENDE COSÌ AD ACCENTUARE LO SPRAWL URBANO (LA CRESCITA DISCONTINUA, A SALTI, CHE LASCIA ALLE PROPRIE SPALLE VOUTI INEDIFICATI, CHE MOBILITÀ E COMPROMETTE UN TERRITORIO ASSAI PIÙ VASTO DI QUELLO NECESSARIO, COSTRINGENDO UNA DISPERSIONE ED ESTENSIONE DELLE INFRASTRUTTURE E ATTREZZATURE A APPARENTEMENTE ILLOGICA PER I COSTI E LO SPRECO DI RISORSE DEL NOSTRO SUOLO. IL FENOMENO DELLO SPARWL URBANO PROVOCHERÀ, A PALERMO, LA QUASI TOTALE SATURAZIONE DELLA PIANA DEI COLLI.

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