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Corpi o coscienze

Scatto interno a Casa Batlló  1904  di Antoni Gaudí Mi sono rifugiato in me stesso ed ho scoperto di stare per costruire la mia città invisibile, quella dove nessun’ altro può scrutare dentro. Si trova all’interno del mio corpo, dei miei pensieri. Siamo tante città disseminate per la terra in cerca di qualcosa o di chissà, quale altra avventura.  Una città dove è facile perdersi ma anche ritrovarsi. Corpi urbani fatti di grandi e indecifrabili strade percorse e ancora da percorrere. Strade buone e strade cattive, siamo noi a decidere quali percorrere. Immagino la mia, città ingarbugliata di vicoli e sottopassi dentro un grande sistema infrastrutturale che accoglie la città del futuro. Un futuro sempre più incerto, ma che necessita di tanta speranza. Sfruttare al meglio il potenziale della città per costruire nuovi giardini e nuovi porti dell’accoglienza. Scavare dentro la città così a fondo da toccare l’intangibile. La realtà razionale combinata all’utopia immaginifica....

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